Thomas Bugno ~ Luca Cutrufelli ~ Dario D’Aronco ~ Marco Fedele Di Catrano
Marco Di Giovanni ~ Elettrophonica ~ Michele Giangrande ~ Alessandro Giuliano
Giorgio Orbi ~ Christian Niccoli ~ Agnese Trocchi
a cura di Antonia Alampi e Anna Simone
opening: venerdí 5 marzo 2010 dalle ore 19.00 ~ via dei volsci 114/116 roma
fino al 19 marzo 2010 ~ apertura dal giovedì al sabato dalle 18 alle 21 (verificare sempre via telefono per possibili variazioni) o su appuntamento
3661880377 3392804814
opera.rebis@gmail.com www.operarebis.com
(…) tra l’opprimente imprevedibilità di un futuro infinitamente aperto e tuttavia senza avvenire e l’ingombrante molteplicità di un passato ritornato a essere opaco, il presente è diventato la categoria della nostra comprensione di noi stessi.
Marc Augé,
Che fine ha fatto il futuro? Dai non luoghi al non tempo
Venerdì 5 marzo 2010,
dalle ore 19.00,
in via dei Volsci 114/116, lʼAssociazione Culturale
Opera Rebis presenta
C’era una volta un futuro, progetto a cura di Antonia Alampi e Anna Simone.
C’era una volta un futuro è una mostra collettiva di giovani artisti italiani, alcuni conosciuti, altri emergenti, che trae origine da una doppia ispirazione.
La prima,
latu sensu politica, è la condizione di precarietà – esistenziale, oltre che economica – dellʼattuale periodo storico, caratterizzato da unʼinstabilità che cancella nelle giovani generazioni, compresse tra un passato che si espande e un futuro che recede, quella carica emotiva necessaria nel perseguire le ambizioni e coltivare i sogni.
La seconda nasce dalle caratteristiche stesse della struttura espositiva. Ex fabbrica di materassi prima, associazione culturale tunisina poi, locale in vendita oggi, la sede ospitante è uno spazio in disuso nel cuore del quartiere romano di San Lorenzo, scenario di storie (micro-industriali, di contestazione sociale, d’immigrazione, di vita studentesca e d’importante sperimentazione artistica) fortemente rappresentative degli ultimi anni.
Non contesto deputato all’arte ma luogo transitorio, del cui passato si hanno informazioni approssimative e il cui futuro è assolutamente imprevedibile. In questo senso, perdendo ogni connotato di compiacimento
vintage, le caratteristiche di degrado del suo presente divengono metafora della provvisorietà e della spersonalizzazione del tempo che stiamo vivendo.
Gli artisti invitati, molti dei quali hanno realizzato interventi site-specific assumendo per oggetto le evidenze spaziali e materiali del contesto, rielaborano la tematica affrontata attraverso differenti linguaggi espressivi, ognuno in uno spazio fisicamente delimitato.
In questo modo, la rarefazione e il senso d’isolamento indotti dalla odierna “società liquida” - per citare Zygmut Bauman - sono espressi attraverso un percorso la cui unitarietà è deliberatamente (e forse inevitabilmente) frammentata.
La rielaborazione delle caratteristiche morfologiche dellʼarchitettura, il concetto di limite imposto, l’obsolescenza tecnologica, le visioni nostalgiche o apocalittiche, le simbologie abusate, sono solo alcuni dei diversi aspetti trattati da opere che s’inseriscono, si amalgamano e traggono ispirazione dallo spazio stesso.
Durante l’intero periodo di apertura della mostra, allʼinterno degli spazi espositivi, si susseguiranno diversi eventi collaterali - concerti, incontri, performance, workshop - in collaborazione con curatori esterni. I diversi appuntamenti saranno segnalati sul sito: www.operarebis.com
Il giorno dellʼinaugurazione,
dalle 20.30, si esibiranno gli
Elettrophonica diy sound machines.
Elettrophonica è un progetto sonoro nato nell'autunno del 2008 dalla collaborazione tra Francesco Landolfi e Valentino Diego, con lo scopo di individuare e costruire apparecchiature meccanico - elettroniche che generino suoni. L'obiettivo che il duo si propone è quello di creare attraverso questi congegni in continua evoluzione e trasformazione, dei luoghi sonori sospesi tra lʼinstabile e lʼossessivo.
http://www.myspace.com/elettrophonica
In occasione della mostra sarà presentata una
pubblicazione in edizione limitata edita da
Boîte a cura di Antonia Alampi e Anna Simone con contributi di
Federica Boràgina,
Giulia Brivio,
Gianni Romano,
Valentina Tanni, Claudio Zambianchi, Antonia Alampi e
Anna Simone e interviste agli artisti di
Stefano Elena,
Francesca Orsi e
Chiara Vigliotti.
Il progetto si inserisce allʼinterno di un programma di attività organizzate da
OPERA REBIS, Associazione Culturale no profit fondata nel 2008 a Firenze. Scopo dellʼassociazione, priva di una base “stabile”, è promuovere progetti artistici contemporanei in spazi non convenzionali, di volta in volta producendo, organizzando o sostenendo eventi culturali che intendono ri-appropriarsi, anche solo per un breve frammento temporale, dei numerosi spazi “inutilizzati” o abbandonati sparsi per le città, in Italia e allʼestero.
Boîte
ESPOARTE contemporary art magazine